Il saggio può comprendere lo stolto, non il contrario.

(Quarta lezione di Marco Ferrini al seminario 2010 Isola d’Elba)

“E quale che sia l’essenza divina, pensando alla quale
un uomo abbandona il suo corpo alla fine,
proprio quella egli consegue, o Arjuna,
poiché sempre è stato assorto in quel pensiero.” C’è un passo nel Purgatorio, in cui Dante parla di un guerriero che all’atto di morire, colpito in battaglia, si raccoglie e si pente all’ultimo momento, garantendosi così dal non finire all’inferno.
Come può un abbandono così tardivo impedire la dannazione eterna?
Nell’opera dantesca potremmo riferirci alla grazia ed alla grandezza della misericordia divina, ma c’è qualcosa di più.
Intanto la “conversione” non ha a che vedere col tempo e con lo spazio proprio perché appartiene alla dimensione dello spirito. Ma un’altra considerazione mi spinge a pensare che la grazia non sia un’incomprensibile concessione.

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Il confine tra terra e cielo è sottile come l’ala di una mosca.

(Terza lezione di Marco Ferrini seminario Isola d’Elba inverno 2010)  

Marco Ferrini in questa terza lezione termina l’esposizione degli ultimi dieci shloka del settimo capitolo della Bhagavadgita. Ecco alcuni tra i numerosi spunti offerti dal Maestro. Il primo riguarda il colorito panteon vedico apparentemente politeista ma sostanzialmente basato su un monoteismo monolitico, tanto assoluto che il minimo scivolamento verso l’adorazione di altre divinità che non siano “Vasudeva” (Krishna), pure legittimamente previste nella pratica religiosa dei pii hindu, è considerato una “sottrazione di sapienza”, un declinare la propria fede in senso materialista. Il più alto grado di spiritualità è considerato

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La malvagità nasce dalla non libertà.

(Seconda lezione di Marco Ferrini al seminario inverno 2010 all’isola d’Elba) In questa lezione Marco Ferrini commenta gli shloka da 15 a 19 del settimo capitolo della Bhagavadgita, dove si parla dei malvagi e dei virtuosi.
Agli esseri umani è certamente stata destinata una vita meravigliosa, ma estremamente impegnativa. Essi possono raggiungere vette di consapevolezza luminosa ed abissi di degrado inimmaginabili. Una delle caratteristiche cui ogni umano dovrebbe riferirsi in ogni desiderio, pensiero e azione è l’attenzione: ci vuole attenzione in ogni istante della nostra vita per capire in che misura il nostro cosiddetto “libero arbitrio” sia veramente libero. Tra gli innumerevoli ostacoli alla piena espressione della nostra libertà, un ruolo da protagonista, più ancora del karma, delle condizioni socio-storiche e familiari, dei geni, lo svolge Leggi tutto »La malvagità nasce dalla non libertà.

Prakriti e Purusha.

Scogliera occidentale dell'isola d'Elba. foto G. Rinaldi

(Prima lezione di Marco Ferrini al seminario inverno 2010 all’isola d’Elba)

Nella prima lezione Marco Ferrini riflette sull’importanza della ricerca del sé, sul fatto che una certa quantità di persone si stanno dedicando a quei temi esistenziali che fanno la differenza tra una vita all’impronta della consapevolezza e una vita proiettata all’esterno.
Commentando il 7° capitolo della Bhagavad Gita, Marco Ferrini spiegherà nel dettaglio la “fisiologia” e la psicologia di chi si avvicina alla ricerca spirituale e di coloro che non ne vogliono sentir parlare. Spiegherà un concetto fondamentale della sapienza vedica che consiste nel considerare la mente ( manas in sanscrito) come una manifestazione della materia (prakriti), con le poderose implicazioni che questa idea comporta. Leggi tutto »Prakriti e Purusha.

Seminario Invernale all’isola d’Elba con Marco Ferrini

L’ultimo seminario del Maestro all’isola d’Elba è stato anche il primo su questa bella isola toscana. Mi piacerebbe conoscere le riflessioni di chi ha partecipato e anche di chi non ha potuto esserci. Sarei felice di ospitare commenti sulla logistica, sul luogo, sui tempi, gli spostamenti, sui costi e quant’altro… Leggi tutto »Seminario Invernale all’isola d’Elba con Marco Ferrini

06. Caratteristiche dei deva e degli asura.

La lezione è incentrata sulle categorie di spiritualità e religione, intese come due modalità complementari e necessarie per la conoscenza e lo sviluppo nell’uomo delle caratteristiche divine. Con una panoramica a trecentosessanta gradi sulla BG, Marco Ferrini, partendo dalla mitologia religiosa, illumina sul senso del libero arbitrio di cui tutte le tradizioni danno conto come di una facoltà tipicamente umana che permette di scegliere da che parte stare.Leggi tutto »06. Caratteristiche dei deva e degli asura.

05. Domande

Alcune domande hanno permesso dei chiarimenti precisi. La prima, sull’alimentazione, ribadisce il fondamentale concetto che la logica della spiritualità vede il mondo ribaltato, quindi i voti intesi come libera rinuncia al godimento dei sensi, lungi da essere una costrizione, sono “investimenti in libertà”, sono gli strumenti che liberano la persona dai condizionamenti della materia pesante: sesso, alimentazione e affermazione proprio ego-difesa.

Viene altresì precisato che nella società contemporanea i varna (colori) non possono non continuare ad esistere, basta saper vedere, ma le persone sono così “scollegate” da ritam che nella stragrande maggioranza dei casi, pur operando in ruoli diversi, si collocano sotto il livello degli Shudra, i quali “sentivano” di appartenere ad un sistema di valori che comunque accettavano come legittimo. L’uomo contemporaneo vive di miti materialisti pensando che siano realtà oggettiva, la confusione è tale che la realizzazione spirituale, obiettivo primo del varna-ashram-dharma, non è percepita neanche all’orizzonte, i contemporanei vivono tutto nell’immanente e quando provano a porsi delle domande le risposte che cercano sono quelle che soddisfano il loro ego: un vero e proprio circolo vizioso.Leggi tutto »05. Domande

04. L’organizzazione socio-economica nella Bhagavad Gita.

La quarta lezione è dedicata alla descrizione dei quattro varna, letteralmente “colori”, ovvero le grandi categorie sociali in cui sono divisi gli uomini secondo una partizione che deriverebbe da Dio stesso.
Bisogna premettere che gli ordini sociali nella Bhavagad Gita sono non casualmente legati alle quattro fasi della vita individuale ed il tutto è posto sotto l’ègida del dharma, l’ordine che tutto presiede, infatti si parla generalmente del “sistema” del varna-ashram-dharma come di una particolare organizzazione della vita privata e sociale finalizzata al dharma, alla realizzazione dell’ordine universale.
Rispetto all’occidente classico e medioevale, il pensiero classico indiano possiede però un formidabile concetto che legittima in modo radicale l’appartenenza degli individui ai rispettivi “colori”, il karma. La ragione per la quale un individuo nasce in una certa famiglia e con certe caratteristiche psico-fisiche non deriva qui dall’incomprensibile, quanto apparentemente arbitraria volontà divina, ma dall’insondabile legge del karma, della quale gli uomini possono capire il principio ma non i particolari.Leggi tutto »04. L’organizzazione socio-economica nella Bhagavad Gita.

03. Automatismi della Natura (guna) e libero arbitrio.

Marco Ferrini affronta in questa terza lezione il tema dei guna, le tre forze/tendenze della Natura che, presenti in ogni creatura, irretiscono anche l’essere umano e, se non conosciute e regolate, possono condurre l’uomo ad un’esistenza completamente inconsapevole e condizionata.
Vi sono alcune affermazioni che devono far riflettere, poiché talvolta appaiono antitetiche all’idea di libertà come tradizionalmente viene percepita nei nostri tempi. E forse lo sono davvero.
Le tendenze coatte presenti nella materia (sorda a rispondere, dice Dante) sono imprescindibili sia per gli esseri viventi che per la materia inanimata (a questo proposito rinvio a Paradiso I, 113-117), in questa gerarchia l’essere umano possiede però una marcia in più, egli in molte tradizioni è simile a Dio proprio per la capacità che ha di discernere la luce dalle tenebre, la scintilla divina di cui spesso si parla è quel libero arbitrio che permette all’uomo di scegliere a quale tendenza abbandonarsi.
La libertà però comporta responsabilità e ciò determina, solo per l’uomo, l’evoluzione o il degrado, cose che gli altri esseri non conoscono in quanto si adeguano automaticamente all’istinto, o alla reazione nel caso della materia inanimata.Leggi tutto »03. Automatismi della Natura (guna) e libero arbitrio.