A chi volesse uscire dalla distrazione di massa imposta dalla contemporaneità, che genera superficialità e spaesamento, e desiderasse assaporare la meravigliosa, profonda e rigenerante estetica della Commedia di Dante, suggerirei di passare per i versi di una delle perle più luminose della classicità indiana: la Bhagavadgita.
L’alta poesia di Dante e la profondità psicologica e spirituale della Bhagavadgita insieme, ci trasportano nei recessi più oscuri del nostro animo e contemporaneamente ci innalzano alla luminosità abbagliante di ciò che ognuno cerca: la beatitudine che sentiamo essere in noi, ma che non riusciamo a raggiungere.
La rivelazione poetica e la “didattica” delle due opere assieme, aiutano il ricercatore che non si accontenta di YouTube, a ritrovare i suoi spazi di buio e di luce interiore: poi a lui la scelta se proseguire il viaggio fino alla vetta o se accontentarsi di meno, che in tutti i casi, come chiarisce la Bhagavadgita, ogni passo nella direzione della luce non viene mai perso, neanche nella prossima vita.
Un esempio concreto sono gli ultimi canti che abbiamo affrontato nel gruppo che conduco all’isola d’Elba.
Si tratta dell’entrata nella parte più interna dell’inferno, oltre le porte di Dite. I pellegrini incontrano diverse tipologie di peccatori di cui non è possibile dare conto in questa breve nota. Durante l’attraversamento della fetida palude Stigia, nella quale, insieme agli accidiosi, sono immersi gli iracondi, uno di questi (Filippo Argenti) si aggrappa alla barca che trasporta Dante e chiede di essere ascoltato, ma il Poeta, con inusuale sgarbo lo maledice e Virgilio lo respinge in acqua per poi complimentarsi con Dante. Più oltre, dovendo passare nel cerchio dei violenti, incontrano il Minotauro, dal quale i due pellegrini si allontanano velocemente. Oltrepassato il mostro di Creta, devono affrontare i guardiani del primo girone, i centauri, unici esseri né diabolici, né mostruosi dell’intero Inferno dantesco.
Capiamo che il distacco dall’ira rappresentata da Filippo Argenti deve avvenire in modo deciso, senza alcun compromesso. Evidentemente Dante riconosce come suo proprio questo difetto del carattere. Un vizio profondo che deve essere “scovato” nella palude Stigia del proprio subcosciente ed estirpato con decisione. Il Minotauro è rappresentato come mostruosa e ridicola figura di un ego che “divora” le energie di rinnovamento della nostra personalità, che il mito originale bene illustra. Qui a Dante è sufficiente trovare una via di fuga veloce, il confronto diretto è affidato al maestro/Virgilio, che lo allontana con arguzia infuocando la sua matta bestialitade. Dante vede chiaramente la “mostruosità”, si trova in una zona più sicura rispetto all’ira profonda, quella che proviene dalla frustrazione dei desideri incontrollati e incontrollabili.
Coi centauri invece Dante e Virgilio s’incontrano e parlano col capo della schiera, Chirone. Vi è relazione e richiesta d’aiuto che viene soddisfatta. La psiche del pellegrino (e iniziato) Dante si è alleggerita: si è distaccato dall’ira di Filippo Argenti con un “corpo a corpo”, suo e del maestro; più facile e senza interlocuzione si è divincolato dalla matta bestialitade del Minotauro. Coi centauri e Chirone in particolare, rimane il corpo mezzo uomo e mezzo animale, ma si può dialogare con profitto.
“Contemplando gli oggetti dei sensi si sviluppa attaccamento per essi; dall’attaccamento si sviluppa la cupidigia (Kama) e dalla cupidigia [frustrata] nasce la collera (Krodha).
Dalla collera (Krodha) nasce la completa illusione (sammohah) e dall’illusione la confusione della memoria. Quando la memoria è confusa lì intelligenza (buddhi) è perduta, e quando l’intelligenza è perduta si cade di nuovo nella palude dell’esistenza materiale.
”Bhagavadgita Canto 2 versi 63 e 64
Con l’aiuto della Gita, la poesia di Dante acquista una profondità e un’utilità pratica nella vita quotidiana tale da essere “l’integratore” più efficace per migliorare il nostro carattere e incamminarci per tornare alla nostra vera casa.
Graziano Rinaldi
P:s. Mi permetto di suggerire l’ASCOLTO degli incontri e dei seminari cui ho avuto la fortuna di partecipare svolti dal Maestro Marco Ferrini proprio su questo tema, ovvero l’incontro tra la più alta poesia dell’occidente con la più raffinata scienza psicologica e spirituale dell’India classica: https://www.csbstore.com/it/il-viaggio-di-dante-e-la-bhagavad-gita-cofanetto/catalogo/2753
Se sei interessato a seguire gratuitamente i gruppi del mercoledì su questo tema che guido all’isola d’Elba puoi cercare la playlist “Il Viaggio di Ritorno” su YouTube: https://www.youtube.com/@grazianorinaldi2272
Oppure sul sito: https://www.marcoferrini.org/
