Yoga e Cambiamento Climatico

                Una buona traduzione del termine “yoga” è “unire”. Lungi dall’esaurirsi in un’ottima ginnastica più o meno “flow” e all’uso ristoratore del respiro, lo yoga dovrebbe dunque insegnare niente di meno che la realizzazione del proprio sé, purificando la mente dai condizionamenti familiari, sociali, religiosi, culturali, ecc. di modo che, finalmente libera, la persona possa “unirsi” ad un principio universale che si suppone puro per definizione.
Lo yoga è dunque un’antica disciplina esercitata non per conquistare la libertà dai tiranni, bensì dalla schiavitù più subdola cui l’essere umano soggiace già nel grembo materno: quella della sua mente.
Se escludiamo dal discorso i puri e semplici interessi personali che condizionano il nostro modo di pensare, i quali possono essere anche cinici, ma apparentemente razionali, rimane l’evidenza di un’infinità di pensieri e azioni che la persona considera di valore e del tutto razionali, ma che sottoposti ad un’analisi più attenta non lo sono per niente. Nelle civiltà più evolute, per sciogliere il dubbio su questioni d’interesse pubblico, si usa dibattere liberamente, di modo che ognuno sia in grado di farsi un’idea propria. Nelle società illiberali invece, la verità di regime viene imposta con la propaganda e la repressione degli “eretici” che può assumere la forma di censura,  discredito sociale, diffamazione, ecc. fino alla vera e propria persecuzione con l’impedimento dei più elementari diritti personali o l’esecuzione capitale attraverso “abbruciacchiamento” sulla pubblica piazza… ma ciò che ogni despota desidera più di tutto, è di poter controllare la mente dei sudditi. Lo schiavo ideale infatti è quello che non sa di esserlo e se qualcuno accenna al suo stato servile, quel qualcuno rischia grosso!
Adesso pensiamo agli strumenti di comunicazione di massa della Grecia classica e quelli a disposizione dei nostri governanti. I primi elaborarono il mito platonico della caverna, i secondi sono stati descritti da Shoshana Zuboff in “Il capitalismo della sorveglianza”.
Mi scuso per la lunga premessa. Il punto cui volevo arrivare è che, al contrario di quello che molti pensano, oggi, apparentemente più istruiti e “liberal”, siamo molto meno liberi dei contemporanei di Socrate, a parte gli schiavi e le donne…
Se viviamo in una società così aperta e democratica, com’è possibile partecipare masochisticamente ad una guerra meticolosamente preparata da anni attraverso continue e pesanti provocazioni dagli “amici americani”, abbandonando persino il collante identitario di tutte le democrazie occidentali, ovvero l’anti nazismo, oppure compiacersi se il “nemico” viene squartato da un missile che arriva improvvisamente nel buio della notte o nel gelo di una mattina sfortunata. E’ possibile confondersi così platealmente sulla parola “resistenza”? Perché non è ammesso essere neutrali e invocare la diplomazia in una guerra condotta per fini platealmente imperiali?
Abbiamo già dimenticato come sono stati ridicolizzati, censurati, distorti e perseguitati coloro che durante l’emergenza sanitaria avevano opinioni diverse dai divulgatori televisivi con enormi conflitti d’interesse che predicavano la “vera scienza”?  Adesso anche i più estremisti possono constatare “scientificamente” che ci vedevano più lungo gli eretici dei sacerdoti della pseudo scienza.
Adesso vedrete, anche il dramma del cambiamento climatico spezzerà in due la popolazione del mondo: da una parte tutti stretti con Green-Greta, dall’altra a ripetere che il clima è sempre cambiato e che l’impatto umano è irrilevante.
Cosa fere?
Praticare lo yoga, per sciogliere i condizionamenti ideologici impressi a fuoco dal credersi liberi quando siamo invece prigionieri di false credenze che ad un esame equanime si sciolgono come neve al sole, ricercare la parte silente e intangibile di noi stessi che emana empatia con tutte le creature, anche verso gli offensori.
Esiste davvero! E sbriciola le pesanti emozioni che ci fanno dimenticare il secondo motivo per il quale siamo su questo meraviglioso pianeta: conquistare la libertà.
Il primo è il senso letterale della parola sanscrita “Yoga”.
Graziano Rinaldi

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