L’Umiliazione della Medicina

Bergamo, marzo 2020, ospedale Papa Giovanni XXIII, nel pieno dell’epidemia due medici, Aurelio Sonzogni e Andrea Gianatti, decidono di non rispettare la circolare del Ministero della Sanità e praticano autopsie sui deceduti per covid, scoprendo che più dell’infezione polmonare i decessi erano provocati da coagulazioni del sangue, trombi.
Maggio 2020, esce uno studio della rivista Lancet che induce l’OMS a sospendere l’uso di idrossiclorochina, un antinfiammatorio utilizzato nella cura del covid. Pochi giorni dopo 180 ricercatori scrivono alla prestigiosa rivista scientifica esprimendo dubbi sulle modalità dello studio. Il farmaco che deve essere usato nella fase iniziale della malattia, era stato somministrato a pazienti già ricoverati in ospedale, ottenendo l’effetto opposto.

Qualcuno ricorda la sperimentazione della cura del prof. Di Bella? Lo scienziato-eretico fu sabotato allo stesso modo.
La rivista Lancet è costretta a ritirare lo studio e l’OMS riabilita la sperimentazione dell’idrossiclorochina.
Ma il lucido Ministro della Salute (?) emana un protocollo di cure domiciliari per il covid in cui vengono impedite ai medici di base le visite domiciliari, e prevista la sola somministrazione di paracetamolo (Tachipirina) e, ovviamente la “vigile attesa”, che consiste nel chiedere l’intervento del pronto soccorso dopo più di 72(!) ore di febbre oltre i 38°.
Ovviamente le terapie intensive collassano.
Già nei primi mesi di epidemia alcuni medici di nuovo decidono di trasgredire alle linee guida del Ministero della Salute(?), si uniscono in rete (Medici in prima linea, Ippocrate.org, ecc.)  e curano a domicilio centinaia di malati covid con un tasso di successo impressionante.
Questi stessi medici, già nell’aprile 2020 avevano urgentemente inviato al Ministero della Salute (?) un appello per curare a casa il covid: “se si contengono i sintomi, anziché attenderne l’evoluzione, si può controllare il covid”. A differenza dei professoroni “dietro le scrivanie”, loro avevano esperienza clinica!
Niente da fare: nessuna risposta.
Il prof. Luigi Cavanna nel maggio 2020 finisce sulla copertina di Time per aver “curato precocemente a casa” innumerevoli pazienti con farmaci di uso comune (a costi bassissimi) associati ad antibiotici.
La regione Piemonte, nel marzo 2021 istituisce con successo un proprio protocollo che prevede cure domiciliari con idrossiclorochina e altri farmaci a basso costo con integratori di vitamina D.
Non ci sarebbe bisogno di commenti, chiunque è in grado di valutare.
Siccome questo è un blog dedicato alla ricerca spirituale, qualcuno potrebbe chiedere perché mai ci occupiamo di cronaca sanitaria.
Per due motivi principalmente.
Il primo è che il maestro Marco Ferrini (Matsyavatara Das) insegna lo Yoga, e uno dei cinque pilastri fondanti dello yoga è satya, veridicità. Il ricercatore spirituale che non cerca anche la verità nel mondo del divenire rischia di perdere questo e l’altro mondo insieme.
Il secondo è che la situazione di crisi in cui si trova il mondo in questo momento non è più e forse non è mai stata, una questione sanitaria.
Constatiamo inoltre che:

1. La scienza, che per definizione è ricerca e verifica continua, si è trasformata in dogmi, strettamente intrecciati con le carriere professionali dei suoi sacerdoti e con giganteschi interessi economici e geopolitici.

2. Chi, disubbidendo ai protocolli, ha curato senza visibilità mediatica e con enorme successo clinico, anziché ricevere riconoscimenti, è stato ed è tuttora trattato come un eretico, bruciato nel pollai televisivi da personaggi dai quali nessuno si fiderebbe di comprarci un’auto usata.

3. La confusione, l’incapacità e il colpevole intreccio d’interessi particolari, sta uccidendo l’arte medica, già compromessa ab origine dalle grandi multinazionali dei farmaci che ormai finanziano ricerca e università, tanto che la magistratura ha dovuto ribadire ai medici, in due recenti sentenze, di agire in “scienza e coscienza”, altro che telemedicina e “vigile attesa”.

4. L’attesa messianica del vaccino ha provocato un’emorragia di denaro pubblico verso industrie private che certamente non hanno l’interesse primario nella cura della malattia.

5. Per chi vuol guardare senza veli la realtà, Covid ha palesato il penoso livello di conformismo e acquiescenza al potere dei media, la censura, le psicosi di massa indotte dal terrorismo mediatico, la sistematica disinformazione e indottrinamento attraverso un neo linguaggio troppo ben orchestrato per essere casuale.

6. Lo shock sanitario che si trasforma in politica ed economia d’emergenza, legittimando restrizioni di diritti costituzionali e imposizione di modelli finanziari che in condizioni di normalità non sarebbero accettati.

L’incapacità di vivere la vita per paura della morte è però la più inquietante compagna di questa epidemia. Il concepirsi soltanto come mera vita biologica, ha trasformato un’epidemia con un tasso di mortalità che in altri periodi della storia sarebbe passata inosservata, in una psicopandemia di massa.
Le conseguenze della sgangherata e folle gestione di questa epidemia, sta già dando i suoi malefici frutti e continuerà negli anni a venire, povertà assoluta per milioni di persone, distanziamento sociale come modello relazionale del futuro, degrado della scuola e della sanità pubblica che già non stavano affatto messe bene. E sarà pure difficile riconquistare quelle libertà fondamentali delle società liberali come il diritto di parola, di riunione e di manifestare, così facilmente cedute in nome della protezione dalla pandemia.
C’è però una speranza, per credenti e per laici: che si ritrovi e si coltivi la libertà dello Spirito.
Per chi crede nella trascendenza significa allineare cuore e cervello nel rispetto della verità e della non violenza.
Per chi non crede e disdegna ogni metafisica dell’essere, significa ritrovare la propria dignità e discernimento, o per dirla con la nostra Costituzione: “il pieno sviluppo della persona umana”.
In entrambi i casi spirito fa coppia con libertà.

Graziano Rinaldi

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